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Tra Immuni, Io e la privacy il problema resta sempre l’effetto Dunning-Kruger

Abbiamo parlato più volte di Immuni, del suo approccio ai dati sensibili e dell’importanza del suo utilizzo ma, stando ai dati ufficiali, l’app di tracciamento promossa dal Governo non ha raggiunto il suo importante scopo, ossia quello di evitare focolai attraverso il contact tracing dei soggetti venuti a contatto con individui positivi e quindi a rischio contagio.

Le cause sono molte e concatenate, basti pensare ad esempio al ritardo con cui le regioni aggiornavano i propri database ma soprattutto alla diffidenza di gran parte dell’utenza, convinta che installando Immuni la propria vita sarebbe stata sostanzialmente una sorta di Grande Fratello governativo.

Non è così, come abbiamo già detto più volte, ma quando si affrontano temi delicati, la verità oggettiva pare non essere sufficiente a tranquillizzare la gente.

Io è l’app con la quale la Pubblica Amministrazione dialoga con gli utenti, sia per “dare” sia per “ricevere”, ovvero sia per l’attivazione di eventuali bonus, come quello vacanze ad esempio, sia per effettuare pagamenti di vario tipo, a cominciare dal bollo auto.

In questi giorni, Io è venuta alla ribalta in quanto strumento principe, seppur non unico, per l’attivazione del tanto atteso cashback di Natale, ovvero la possibilità data ai cittadini di ottenere il 10% di quanto speso fino al 31 dicembre – ma si spera in una proroga fino al 6 gennaio 2021 – fino ad un massimo di 150 euro, con un minimo di 10 transazioni digitali eseguite in questo lasso di tempo.

Io in pochi giorni ha quasi raggiunto i dati di download che Immuni ha collezionato in mesi, indice che come sempre, quando nel mezzo c’è una promessa di denaro gratuito, eventuali perplessità e problemi di sorta si sciolgono come neve fresca al sole.

Eppure, se lo spettro era quello del continuo monitoraggio, Io batte Immuni probabilmente 10 a 0, se volessimo usare un paragone calcistico. Immuni è anonima, genera codici casuali non rintracciabili e parte dal presupposto della denuncia volontaria di positività da parte del cittadino; Io al contrario ha bisogno dello SPID per accedervi, ossia dell’identificativo unico che inequivocabilmente vi rende ben noti agli occhi dello Stato, vi chiede il vostro conto bancario, le vostre carte di pagamento e monitora tutti i vostri acquisti.

Appare evidente che il problema della privacy sia abbastanza secondario tra i cittadini, se il successo di Io è così lampante.

Qual è allora il reale motivo per cui su Immuni si è scatenato di tutto e su Io invece, problemi tecnici a parte, non esistono prese di posizioni così drammatiche?

Il motivo è sempre lo stesso: l’effetto Dunning-Kruger.

L’effetto Dunning-Kruger – leggiamo da Wikipedia – è una distorsione cognitiva a causa della quale individui poco esperti in un campo tendono a sopravvalutare le proprie abilità autovalutandosi esperti a torto, mentre al contrario persone davvero competenti hanno la tendenza a sottostimare la propria reale competenza. Come corollario di questa teoria, spesso gli incompetenti si dimostrano estremamente supponenti”.

Se ci pensiamo con attenzione, è esattamente quello che è successo in questo caso: molti individui, credendosi esperti di privacy e immunologia/virologia, hanno deciso che Immuni non serviva, solo perché si sono sentiti autorizzati a pensare questo, magari fomentati anche da certa politica becera e inconcludente.

Con Io gli stessi individui, diventati improvvisamente anche esperti di gestione del risparmio e tecnologia, hanno invece ritenuto che il sacrificio – fortissimo peraltro – della propria privacy valga l’ipotesi di 150 euro ottenute in regalo.

Teniamo a precisare che non si vuole in questa sede giudicare le persone per le scelte effettuate ma, da un punto di vista strettamente tecnico, è nostro compito dimostrare con i fatti l’incongruità di certi comportamenti.

L’effetto Dunning-Kruger è come noto alla base di molteplici teorie del complotto e tesi strampalate, figlie di un’osservazione empirica, acritica e sostanzialmente priva delle necessarie basi scientifiche della realtà. Alcune di queste tesi, come quella sulla terra piatta, fanno sorridere ma altre, vedi le teorie antivacciniste, possono diventare un pericolo per l’intera società e vanno combattute colpo su colpo con le armi messe a disposizione dalla ricerca scientifica.

Per informazioni sulla privacy e sulle problematiche relative alla gestione dei dati in sicurezza e nel rispetto delle leggi, vi invitiamo a dare un’occhiata al sito GlobalDPO.

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