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Contro la paura dell’ignoto, specie se tecnologico

Dalle pagine di questo magazine abbiamo spesso trattato temi che suscitano preoccupazione nella popolazione come la tutela della privacy, l’invadenza della tecnologia nella vita quotidiana nonché il cambiamento, innegabile, della normalità di tutti i giorni, dovuta alla rivoluzione sociale data dalle misure anti-covid.

La nostra attività informativa ma anche formativa si scontra ogni giorno con preconcetti e giudizi basati non su dati certi e razionali, ma su paure e impressioni soggettive, ben lontane da quei canoni di oggettività tali da poter definire un’idea – o una notizia – vera e verificabile oltre ogni ragionevole dubbio.

Global Magazine, pur non essendo ancora una testata giornalistica, si comporta esattamente come se lo fosse (o almeno, come dovrebbero comportarsi le testate registrate…), divulgando informazioni e notizie verificate, frutto non di pareri personali ma dell’analisi attenta dei dati, presi ogni volta da fonti attendibili e autorevoli.

Ecco perché parlando ad esempio delle soluzioni Dahua destinate al conteggio automatico delle presenze in un’area aperta al pubblico, abbiamo immediatamente chiarito che si trattava di una tecnologia molto semplice, finalizzata esclusivamente a contare le persone presenti, senza raccogliere alcun dato biometrico o sensibile ma soltanto anonimi dati statistici. Il tutto, lo ricordiamo, per evitare ai commercianti le pesanti multe dovute agli assembramenti.

Il risultato di questa campagna è stata una valanga di odio nei nostri confronti espressa sui social, in quanto “colpevoli” di partecipare ad una sorta di catalogazione dell’umanità, piegandoci alle “elite mondiali” che hanno diffuso la “bufala” del Covid-19.

La quasi totalità di questi commenti proveniva da persone che non avevano alcuna idea di come funzionasse la tecnologia Dahua, ma questa era la situazione meno grave; nella gran parte dei casi si trattava infatti dei cosiddetti “negazionisti” del virus, quelli che di fronte ai camion militari di Bergamo pieni di bare invece di commuoversi, come il resto del mondo, cominciava a immaginare ogni sorta di complotto, rifiutando poi fino ad oggi l’uso delle mascherine e il distanziamento. C’erano poi i megalomani, quelli che di complotti mondiali si nutrono, i cui interventi sconclusionati però hanno suscitato l’ilarità di tutto il nostro staff.

Sappiamo che nessuna di queste persone leggerà mai un articolo come questo, però ci teniamo a fare presente qualche punto, utile anche per affrontare un discorso contro simili individui:

  1. la tecnologia non è affatto pericolosa in sé, è uno strumento. Anche un morbido cuscino può diventare un’arma del delitto, se usato per quello scopo.
  2. la tecnologia può migliorare la qualità della vita. Come sopra, un GPS vi fa orientare come autoctoni in città mai visitate prima, ma può anche guidare il sistema di puntamento di un missile.
  3. la paura dell’ignoto, specie se tecnologico, è fisiologica ma va superata con lo spirito di intraprendenza. Scaricare Immuni non vi rende complici del sistema ma, al contrario, vi rende uno strumento potentissimo nella lotta al nemico comune, il coronavirus. Non scaricarla per sentito dire o perché non la si conosce è semplicemente sbagliato.

La paura dell’ignoto si può superare con un’arma potentissima, la conoscenza. Studiare da fonti attendibili, chiedere ad esperti autorevoli, permetterà di farsi un’idea più chiara rispetto ad una nuova tecnologia, evitando di fare la solita figura dell’analfabeta digitale (o funzionale, se estendiamo il concetto a tutti i campi).

Oggi sembra che i famosi 15 minuti di notorietà profetizzati da Wharol siano strettamente collegati al livello di baggianata enunciata (qualcuno ha detto “non ce n’è Coviddì?”), ma non deve essere per forza così, possiamo ribellarci alla dittatura dell’ignoranza spettacolarizzata, basta smettere di darle seguito ma soprattutto attendibilità.

Riprendendo l’esempio di Immuni, apprendiamo con piacere che l’app per il tracciamento dei contagi è stata scaricata 6,6 milioni di volte, coprendo il 17% degli smartphone italiani. Non è la maggioranza auspicata, ma ci troviamo già di fronte a numeri interessanti.  In particolare il sito di Rai News riferisce che “dal 1 giugno sono stati 299 gli utenti positivi che avevano Immuni e che hanno caricato le loro chiavi nel backend (21 a giugno, 38 a luglio e 96 in agosto, e 144 nei primi 24 giorni di settembre). Le notifiche, che vengono registrate dal 13 luglio, finora sono state 4.490 (1.109, pari a 24% del totale, solo negli ultimi 10 giorni). Dieci casi positivi hanno ricevuto la notifica di alert da Immuni essendo stati contatti stretti di un altro utente positivo, che aveva Immuni. Tutti potenziali focolai che sono stati contenuti grazie all’app.

Il successo di questo tipo di approccio ha fatto sì che grazie a un sistema chiamato Gateway, gli utenti con Immuni potranno incrociare i dati, sempre in maniera del tutto anonima, con i cittadini irlandesi e tedeschi che avranno installata la loro applicazione di tracciamento.

Ecco dimostrato come la tecnologia, da spauracchio, può diventare non soltanto uno strumento utile, ma addirittura può letteralmente salvarti la vita.

Se è vero che il dubbio è spesso indice di intelligenza e voglia di apprendere, è altrettanto vero che cercare dubbi e complicazioni ad ogni costo, anche in circostanze evidentemente chiare, può al contrario indicare il desiderio di compensare le proprie ignoranze e lacune culturali con la brama cieca di essere gli scopritori di nuove teorie o notizie scioccanti, per cercare di provare al mondo di essere “qualcuno”.

Per suggellare questo assunto, ci permettiamo di chiamare in causa nientemeno che Guglielmo di Occam, teologo, filosofo e religioso francescano inglese vissuto a cavallo tra il XIII e il XIV secolo, famoso per aver formulato il principio del “Rasoio di Occam”: «A parità di fattori la spiegazione più semplice è da preferire».

E allora se le più importanti riviste scientifiche sbugiardano gli studi di un singolo medico o biologo su una cura o su un vaccino, perché continuare a dargli credito? Se la bufala sui vaccini che causano autismo è stata smentita oltre vent’anni fa, perché dare seguito a chi ancora ci marcia e magari ci fa pure soldi? Se Immuni non viola la privacy di nessuno ma anzi si rivela utile per contrastare i contagi, perché non installarla? Quando vi viene voglia di affrontare “il sistema” confutando teorie accolte dalla comunità scientifica, cominciate a studiare e ad applicare il medesimo metodo scientifico alle vostre di teorie, facendo esperimenti, portando prove concrete e studi in grado di essere replicabili; soltanto in questo caso potrete poi sollevare dubbi legittimi.

Nel caso contrario invece pensate al buon Guglielmo di Occam, “tagliate” ogni baggianata superflua e affrontate le emergenze con le armi che abbiamo, incluse quelle tecnologiche. Forse in questo modo non diventeremo famosi, ma almeno saremo stati utili.

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